Il segretario ligure dem attacca: «II budget per la camera iperbarica di Massa già finito. E ora?»
«Per la centrale Enel, davanti all’inerzia di Regione, Comune e Provincia l’auspicio è un commissario»
Da il Secolo XIX
Marco Toracca / LA SPEZIA

«C’è il rischio che la sanità spezzina si trovi ad affrontare un altro grave problema.
I contratti dei medici gettonisti in forza all’ospedale Sant’Andrea sarebbero in scadenza a fine febbraio, queste sono le informazioni che stanno arrivando. Un nodo che riguarda molti reparti, alcuni anche molto delicati. In pratica si rischia di rimanere scoperti. Vogliamo risposte urgenti dall’amministrazione sanitaria. L’incertezza rende il quadro molto inquietante».
E l’allarme che lancia Davide Natale, segretario ligure del Partito democratico e consigliere regionale dem, sul fronte salute per lo Spezzino. «Questa difficoltà mette anche in luce la necessità di avere personale stabile. Servono contratti a tempo indeterminato.
Ma ora l’urgenza è evitare che servizi vitali vadano in affanno o si blocchino. E non è l’ unico allarme. l‘altro riguarda il servizio della camera iperbarica di Massa, aggiunge.
Segretario Natale sulla struttura apuana, ciclicamente al centro del dibattito, che problemi si stanno profilando?
«Uno molto grave. Sta per finire il budget che permette ai pazienti spezzini di usufruire di quel servizio così importante e certamente più agevole, in termini logistici, di quello del Policlinico San Martino. Gli ultimi pazienti vi andranno nei prossimi giorni. Poi stop. E ricordiamo che la struttura del Comsubin al Varignano delle Grazie non si può più utilizzare per motivi di sicurezza. Chiederò con, un’interrogazione, quali siano le reali risorse stanziate dalla Regione per questo importante servizio».
Qual è la situazione dopo l’introduzione della riforma sanitaria promossa dal presidente della Liguria Marco Bucci dal suo punto di vista?
«Le difficoltà che avevamo previsto si stanno realizzando una dopo l’altra. E una riforma che depaupera i territori. Decisioni verticistiche accentrate a Genova mettono in un cono d’ombra le esigenze locali. Tutto questo crea distanza e burocrazia in più. Non solo: le nuove realtà lavoreranno in base a budget predefiniti e quando finiranno che cosa accadrà? Senza dimenticare, il già citato nodo del personale, in costante sotto organico. E in questo quadro gli emolumenti per i nuovi dirigenti crescono mentre per assumere medici e infermieri ci sono difficoltà».
Dal fronte sanità a quello economia. Sulla partita Enel la giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo che avvia la pianificazione urbanistica per la riqualificazione dell’area. Un atto per attrarre investitori interessati a portare lavoro e occupazione sul territorio dice palazzo civico. Cosa pensa?
«Che sia un salto in avanti mentre lo stesso Comune assiste in modo impassibile a quello che accade come fanno Regione e Provincia. L’area però è strategica per lo sviluppo di tutta la Liguria. In realtà simili alle nostre penso a Civitavecchia e Brindisi, è stato istituito con decreto un tavolo istituzionale che coinvolge governo, enti locali, prefettura e sindacati per individuare possibilità di sviluppo e trasformazione di quelle aree così importanti»
Quindi cosa bisogna fare?
«Affidarsi a un commissario. A Civitavecchia è la vicepresidente della Regione mentre a Brindisi è il prefetto. Siamo di fronte a uno stravolgimento del tessuto socioeconomico e serve un focus dedicato. Nel Lazio il governo ha messo anche 100 milioni oltre a 20 di fondi europei. Alla Spezia invece si assiste a uno spettacolo che non fa bene al territorio con il Comune che non è protagonista. Tutto mentre i nostri giovani se ne vanno. L’abbattimento della ciminiera non basta. Fatto quello rimane tutto il resto, il corpo della centrale rimane in piedi e c’è anche da bonificare, non dimentichiamolo»
Altri nodi dibattuti in città sono commercio, parcheggi e lavoro. Che cosa dice?
«Le nuove strutture di interscambio sono sottoutilizzate. Questo è un fatto. Pertanto bisogna tornare a favorire il trasporto pubblico proprio per rendere più vivo il centro con politiche dedicate. Sul fronte economico generale è positivo che arrivi al traguardo l’iter della Zona logistica semplificata (Zls) iniziativa promossa da noi nel 2020. Ma c’è il nodo infrastrutture a servizio di attività le più compatibili con le ambiente. Una fondamentale è la ferrovia Pontremolese. Questo è un punto su cui la Regione latita. Ma Liguria, Toscana, Emilia e Veneto devono fare sistema per un collegamento che guardi al Brennero. Anche su questo Comune e Provincia sono fermi. Ora è la Regione che deve fare da player»
La recente tragedia dell’ istituto Chiodo dove uno studente è stato ucciso da un compagno ha rimesso al centro sociale e criticità del mondo giovanile alla Spezia. Dove bisogna intervenire?
«Quella scuola è un istituto su cui governo e Regione e territorio dovrebbero fare il massimo degli investimenti. Quello è un mondo dove si possono favorire integrazione e socialità oltre a essere una scuola che forma al lavoro con riguardo alle specificità principali del nostro tessuto. Servono investimenti formativi, infrastrutturali ma anche sociali, di sostegno e mediazione culturale. Pochi psicologici non bastano e parlo per tutte le scuole. E poi occorre pensare a una città diversa che dia opportunità ai giovani di formarsi per il futuro offrendo loro anche spazi di socialità, incontro e crescita comunitaria che oggi non ci sono. Oltre a questo bisogna potenziare gli organici di polizia e delle forze dell’Ordine mentre La Spezia ha rischiato che la questura fosse declassata. L’arrivo di sei vice ispettori è positivo ma bisogna capire quanti ne siano andati via».


