La Giunta in risposta alla mia interrogazione sugli esiti dell’attività ispettiva svolta dal Ministero presso l’Autorità di sistema portuale, se ne lava le mani e dice di suonare a Rixi. Dire che la Regione non ha responsabilità su quello che fa l’Autorità di sistema portuale, perché non ha competenze dirette, perché sono in capo al Ministero dei Trasporti, è solo una risposta di forma. Però è evidente che qui non siamo di fronte a un aspetto formale o marginale. Nell’ente è presente un rappresentante della Regione che è parte integrante e protagonista della vita amministrativa. Chi è stato nominato ha responsabilità precise, definite dalla legge, e non può far finta di nulla. E quando chi è nominato non fa ciò che gli ispettori indicano, si apre un problema serio. Non si può liquidare tutto dicendo che non si tratta di una competenza diretta. Una risposta è dovuta. E se questa risposta non arriva, il rischio è evidente: il silenzio diventa assenso. E l’assenso, in questo caso, significa non rispettare quanto emerso dalle ispezioni ministeriali. La risposta della Giunta è preoccupante, non solo sul piano della legittimità formale, ma anche perché si sottovaluta un tema rilevante, ignorando di fatto ciò che hanno detto sia gli ispettori sia la giustizia amministrativa. Non è tollerabile che gli ispettori ministeriali vengano trattati come semplici scribacchini e che il loro lavoro venga ridotto a carta straccia”.
“Nonostante alcune richieste precise presenti nella Relazione ispettiva, elaborata – bisogna dirlo – in tempi estremamente lunghi rispetto ad altre ispezioni, alcune delle richieste presenti sono state disattese. In primis dopo la consegna della relazione, nonostante le indicazioni contenute nella relazione, l’Adsp ha rinnovato la concessione al Gruppo Spinelli fino al 2054 e non si è costituita parte civile nel processo in corso. Di fronte a questo la Regione non può lavarsene le mani, ma aveva e ha il dovere di incidere perché in quell’ente ha un rappresentante”.



