“Piano sociosanitario bocciato nel metodo e nel merito. Bucci ancora una volta ignora i territori: i Comuni andavano convocati prima di scriverlo”

“Bocciamo questo Piano Sociosanitario sia nel metodo che nel merito. Non basta aprire un tavolo all’ultimo momento con i Comuni, quando un documento di oltre 200 pagine è già stato scritto e i tempi per l’approvazione sono sostanzialmente definiti, per dire che ci sarà un confronto. Quando si mette mano a una riforma così strutturale non si può pensare di convocare 234 sindaci per illustrare decisioni già prese. Bisognava costruire il piano insieme ai territori, andando nei Comuni, confrontandosi con chi ogni giorno è in prima linea sui servizi sociali e sociosanitari, raccogliendo criticità e opportunità. Una riforma utile nasce dal basso, non può essere calata dall’alto come invece continua a fare questa Giunta. Bucci e la destra ligure vogliono imporre ogni volta questo metodo: è successo sulla sanità, è successo sulla riforma nazionale dei porti, per ciò che riguarda l’agenzia del trasporto pubblico e continua ad accadere ogni volta che si tratta di assumere decisioni che ricadono direttamente sulla vita dei cittadini e sull’organizzazione dei territori.La presa di posizione di Bucci che liquida il malessere di amministratori che rappresentano gran parte della Liguria dicendo che non c’è una PEC o che non è arrivata una comunicazione formale è uno schiaffo istituzionale. Il contenuto di quella lettera è noto a tutti: basta parlare con qualsiasi sindaco per sapere quanto siano diffuse le preoccupazioni rispetto a questo piano. Il confronto che serve non è quello di facciata evocato dal presidente Bucci, che si limita ad ascoltare senza modificare nulla. Un vero confronto significa recepire le proposte dei territori. La Regione si fermi e apra finalmente un percorso serio di condivisione”.

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