“Assurdo un rigassificatore onshore accanto a una base navale: stop a Panigaglia”

“Il rigassificatore di Panigaglia è uno dei tanti obiettivi sensibili presenti nel Golfo della Spezia, particolarmente vulnerabile per la sua posizione e le caratteristiche intrinseche dello stoccaggio di gas naturale liquefatto e delle navi metaniere che lo trasportano. La Regione Liguria deve attivarsi con estrema urgenza presso il governo nazionale e presso Snam per richiederne la sospensione dell’attività. Si tratta dell’unico impianto sulla terraferma di questo tipo, costruito oltre cinquant’anni fa e ormai concettualmente sorpassato anche alla luce del contesto internazionale che ha visto innalzare il livello di allerta per infrastrutture di questo tipo.

Le infrastrutture critiche sono divenute bersagli privilegiati di azioni ostili di natura terroristica o paramilitare – ricorda Natale – e la Liguria lo sa bene perché ha già vissuto concretamente l’esposizione a questo rischio. Nel febbraio 2025 la petroliera Seajewel, ormeggiata alle boe della Sarpom tra Savona e Vado Ligure con a bordo 109.000 tonnellate di greggio, è stata colpita con un ordigno esplosivo. La Procura di Genova ha avviato le indagini con l’ipotesi di reato di naufragio aggravato da finalità di terrorismo, affidandone la gestione alla sezione antiterrorismo della Digos. Il rigassificatore Snam di Panigaglia è l’unico impianto onshore di trattamento del gnl attivo in Italia, classificato come industria a rischio di incidente rilevante ai sensi della normativa Seveso e con un limite di navigabilità fissato a soli 300 metri dall’impianto. Per gli impianti offshore, come quello di Livorno, il limite è posto a 6 chilometri. Un dato che parla da solo.

Oltretutto l’impianto spezzino sorge al centro di un golfo densamente abitato e a poche centinaia di metri dalla base navale, di fronte all’imbocco dell’oleodotto Pol Nato che sarà prossimamente ampliato, ai cantieri navali per la produzione militare di Fincantieri, alla base del Comsubin al Varignano e ad altri obiettivi sensibili. La sua presenza nel Golfo della Spezia non è più sostenibile. All’interno dello stesso consiglio regionale della Liguria, anche da parte di consiglieri della maggioranza, è emerso esplicitamente che il rigassificatore di Panigaglia è da considerarsi un obiettivo sensibile rispetto al rischio di azioni terroristiche. Adesso bisogna essere conseguenti e chiederne lo stop”.

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