Barriere architettoniche: “Liguria in ritardo. Serve un piano straordinario regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici e negli spazi pubblici”

“Quanto rilevato dall’Associazione Luca Coscioni fotografa una realtà che da tempo denunciamo anche in Consiglio regionale: in Liguria il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche continua a essere affrontato con troppa lentezza e senza una programmazione adeguata. Parliamo di un diritto fondamentale, quello alla mobilità e all’accesso agli spazi pubblici, che deve essere garantito a tutte e tutti. Abbiamo presentato diversi ordini del giorno in Consiglio regionale chiedendo alla Giunta di finanziare interventi concreti per l’abbattimento delle barriere architettoniche, a partire dagli edifici pubblici e dagli spazi urbani, perché solo così si possono garantire a tutti i medesimi diritti e pari opportunità di accesso ai servizi. Una richiesta che abbiamo esteso anche per il sistema scolastico regionale. In Liguria il 45% delle scuole non è ancora a norma dal punto di vista dell’accessibilità: mancano scivoli, ascensori, porte adeguate e bagni accessibili. Su questo ultimo punto la situazione è ancora più critica: solo il 25% degli edifici scolastici dispone di servizi igienici realmente accessibili. In totale, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione pubblicati sul sito istituzionale, appena il 4% delle scuole risulta pienamente conforme a tutti i parametri di accessibilità. Per questo riteniamo necessario avviare un piano straordinario pluriennale di programmazione degli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e negli spazi pubblici. Un piano serio, con risorse certe e una visione di lungo periodo, che coinvolga enti locali e istituzioni. È inoltre fondamentale utilizzare anche i fondi europei disponibili, come hanno fatto altre regioni, per accelerare gli interventi e recuperare il ritardo accumulato. Garantire accessibilità significa garantire diritti, dignità e piena cittadinanza. Non è più tempo di rimandare”.

Condividi l'articolo: