Gronda: “Dalla firma imminente al progetto da rifare: la destra prenda atto del fallimento e si apra subito un tavolo istituzionale”

“Sono trascorsi pochi mesi e siamo passati dal ‘manca solo una firma’ al ‘il progetto è tutto da rifare’. Se non fosse che parliamo di una delle infrastrutture più importanti per lo sviluppo della Liguria, si potrebbe pensare di essere su ‘Scherzi a parte’. Invece purtroppo è la realtà di una vicenda che riguarda il futuro della nostra regione e che racconta tutta l’inadeguatezza della destra nel gestire i dossier strategici. Altro che autoproclamarsi uomini del fare, qui non va avanti nulla, si rischiano di perdere finanziamenti, le aziende perdono competitività, la nostra regione è sempre più isolata e stanca di annunci che non diventano mai realtà. Senza contare le ingenti risorse già spese, a partire da quelle per il lotto zero, di cui chiederemo conto alla Corte dei Conti”,

“Nel 2022, in piena campagna elettorale il viceministro Edoardo Rixi sosteneva che il governo fosse immobile e che bastassero 15 minuti, il tempo di una firma del ministro, per cambiare il futuro della Liguria e avviare i lavori della Gronda. Arrivò persino ad assicurare che il centrodestra fosse pronto a far partire l’opera già la sera delle elezioni. Poi, una volta arrivati al governo nel novembre 2022, quelle promesse sono state subito smentite dai fatti: prima la necessità di un intervento legislativo definito ‘piccolo’ e annunciato entro dicembre, poi l’avvio dei lavori spostato ai primi mesi del 2023. Oggi, nel 2026, scopriamo addirittura che il progetto sarebbe tutto da rifare. È una situazione semplicemente vergognosa”.

“Sulla Gronda la destra ha costruito solo slogan e inaugurazioni simboliche, mentre la Liguria continua a convivere con una rete autostradale congestionata, cantieri infiniti e disagi quotidiani per cittadini, lavoratori e imprese. Davanti a questa incapacità di gestire progetti infrastrutturali complessi, chiediamo l’apertura immediata di un tavolo istituzionale permanente con Regione, Comune di Genova, territori interessati e forze economiche per affrontare in modo trasparente e serio il nodo della Gronda e più in generale della viabilità autostradale ligure”.

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