«Porti, riforma centralista E città immobile da anni»

Il segretario dem Natale: «Sulla Pontremolese il governo Meloni è fermo»

Da il Secolo XIX

di MARCO TORACCA

«Ci troviamo davanti a un tentativo di riforma dei porti centralista. È lontana dal territorio, diametralmente opposta alla bandiera dell’autonomia sventolata dal presidente della Liguria Marco Bucci oltreché dal federalismo della Lega».Lo dice Davide Natale, segretario regionale del Partito democratico e consigliere nell’assemblea regionale che aggiunge: «Questo percorso danneggerà la portualità. Assisteremo a scelte calate dai ministeri con le Autorità di sistema portuale che non avranno più voce in capitolo. Decideranno istituzioni lontane». Segretario Natale chi difende la riforma parla però della necessità di creare un sistema più forte per la competizione internazionale. Lei non è d’accordo? «Ma tutte le Port Authority vedranno ridotte le competenze. Penso alle autorizzazioni demaniali, per fare un esempio. Resterò loro solo la gestione». Nel frattempo La Spezia vede arrivare la Zona Logistica Semplifica (Zls) per porto e retroporto. Non è positivo? «Sì ma mettiamo in chiaro un fatto. Il primo ordine del giorno in consiglio regionale sulla Zls è del dicembre 2020 da parte del Pd e il decreto, che deve ancora essere firmato, di gennaio 2026. Sono sei anni. Poteva arrivare prima. Il ministro alle Politiche di coesione Tommaso Foti questo non lo detto. È chiaro comunqu che si tratti di un grande passo avanti. Tagliare la burocrazia intorno ad attività portuale e logistica è importante. Percorso più snelli per individuare, da parte dei Comuni, ambiti di territorio che hanno vocazione logistica è positivo come lavorare la merce in aree decentrate rispetto al porto. Da parte nostra ne monitoreremo l’applicazione perché l’innovazione si coniughi con la sostenibilità ambientale. Ricordo che tutto iniziò con l’emendamento di Andrea Orlando e il sostegno dell’allora ministro Giuseppe Provenzano». La Zls rilancia anche il nodo della Pontremolese. Qual è sua opinione sul dossier? «È un altro emblema di quanto il governo di Giorgia Meloni, e la destra in genere, non abbiano attenzione per il nostro territorio. Non è stato messo un euro per completare il tratto del Parmense che ha già la progettazione ma non le risorse. Nel passato grazie al centrosinistra i fondi arrivavano. È fuori di dubbio che la Pontremolese rappresenti la più importante infrastruttura del territorio per spostare i traffici dalla gomma al ferro migliorando i collegamenti con il Nord del Paese e il Brennero. Insieme al Pd di Toscana, Emilia e Veneto ci stiamo impegnando affinché il governo metta la risorse su questa partita ma sarebbe importante che la Liguria si muovesse. Un mio ordine del giorno in merito è stato approvato all’unanimità impegnando la giunta ad andare in questa direzione, sono passati due mesi e non si è mosso nulla». Venendo alla Spezia tra 18 mesi si vota. Il Pd come si sta preparando? «In primis diciamo che ci troviamo di fronte a una città malata di immobilismo e priva di visione. Ci sono alcune partite importanti e strategiche, come quella delle aree ex Enel e quelle militari, praticamente ferme. Non c’è interlocuzione. Penso al campo in ferro ma anche alla sanità dove il sindaco non si è fatto sentire nei confronti della Regione per pretendere servizi di qualità. Tutto è lasciato sulle spalle degli operatori. Il tema dell’Asl unica è d’esempio. E stanno arrivando anche messaggi di blocco di assunzioni. Altro punto negativo è aver perso un presidio straordinario come il corso di laurea in Fisioterapia nel silenzio totale. Pertanto dovremo raccogliere le macerie lasciate dal centrodestra. Sottolineo che in altre parti del Paese partite di questo tipo hanno visto esiti molto diversi per i Comuni». Che cosa intende? «Sono rimasto colpito quando il ministro alla Difesa Guido Crosetto in visita a Taranto disse che le aree della difesa non più strategiche sarebbero andate alla città e così è avvenuto. Qui è tutto fermo. Mi chiedo perché l’amministrazione non abbia chiamato a raccolta la città per una discussione pubblica. Qui Enel ha mano libera. Lo si vede bene». Su quali aspetti state lavorando? «Le periferie, sono lasciate a se stesse. E bisogna creare le condizioni perché i giovani restino. La città invecchia. Bisogna creare nuove opportunità. Serve una nuova idea di futuro e ridurre il consumo di suolo. Unico elemento distintivo del centrodestra è il biodigestore». Sulla sanità però il nodo ospedale vede il cantiere del nuovo Felettino. cosa dice? «Nell’ottobre 2016 ricordo Giovanni Toti, presidente regionale e Sonia Viale, assessora alla Sanità posare la prima pietra del Felettino dicendo che c’erano solo piccoli problemi che avrebbero risolto con l’ospedale pronto nell’agosto 2020. Sappiamo come è andata. Governano da 10 anni e l’ospedale non c’è con la sanità che fatica ogni giorno». Sul candidato sindaco state lavorando? «Il lavoro fatto per le Regionali e Genova è un fatto su costruire. Cercheremo dialogo con la società civile che è delusa da questi 10 anni di centrodestra. Poi Primarie o confronto di coalizione si vedrà ma quello che conta è ridare speranza ai ragazzi che non vedono alla Spezia il proprio futuro e alle zone dimenticate». —


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