da La Repubblica
di Michela Bompani
Il segretario regionale Pd, Davide Natale: “Perdiamo oltre sei milioni: questa è la risposta alle richieste degli studenti che arrivano dalle piazze”
Sei milioni e 300mila euro, cioè 200 insegnanti, in meno in Liguria: ecco quanto pesa la scure della Manovra finanziaria sulla scuola pubblica del governo Meloni sulla regione. A fare i primi conti sulle ricadute territoriali delle forbici nazionali su un settore che proprio in queste settimane sta occupando le piazze e le strade del Paese, e della regione, con i ragazzi che chiedono investimenti sulla formazione pubblica, è il segretario regionale del Pd, Davide Natale, anche consigliere regionale. E denuncia: «Assistiamo in Italia a un taglio sulla scuola di 252 milioni che, riparametrato sulla nostra regione, vale 6,3 milioni in meno — indica — questo significa che ci saranno quasi 200 persone in meno nel settore della scuola, in un momento in cui incrementare il personale è invece non solo strategico, ma necessario, per tutte difficoltà che sta attraversando il mondo della scuola. C’è il tema dell’inserimento dei bambini che arrivano da altri territori, cui dobbiamo dare accoglienza, inclusione e serve personale in più, ma c’è anche il semplice funzionamento che, a questo punto, rischia di andare in crisi». E poi Natale suona l’allarme sulla tenuta complessiva del sistema, con aree che potrebbero incassare più duramente il colpo: «In Liguria, questo taglio avrà inevitabilmente ripercussioni negative sui paesi dell’entroterra, più piccoli, e su cui la scure di questo governo si abbatterà con effetti devastanti». E annuncia un’interrogazione al presidente della Regione, Marco Bucci, in consiglio, per chiedere che intervenga, sul governo, e protegga la scuola pubblica in Liguria, duramente colpita. E poi il nuovo taglio sui trasferimenti alla Regione, per la scuola, si somma, denuncia Natale, a un «totale definanziamento con cui la giunta Bucci ha già colpito il settore», spiega. Nel mirino del Pd sta infatti l’edilizia scolastica, al centro di un dossier appena preparato e che finirà in aula, interpellando la giunta: «Non c’è incremento del fondo dell’edilizia scolastica, che ha come conseguenza di andare indietro perché con l’aumento dei costi è un taglio indiretto — spiega — e questo si somma a ciò che la Regione non ha fatto. La maggioranza di centrodestra ha infatti annunciato di aver investito 400 milioni nell’edilizia scolastica, allora sono andato a verificare, analizzando tutti gli interventi dal 2015 a oggi effettuati nelle scuole e la tipologia di finanziamenti, regionale e nazionale. La verità emersa è drammatica nei suoi numeri: in undici anni, da quando governa la destra, la Regione ha investito nell’edilizia scolastica, con risorse attinte dal proprio bilancio, 838.990,37 euro in media all’anno spalmati su quasi 900 istituti scolastici. Sette edifici scolastici liguri su dieci non hanno il certificato di agibilità, uno su due non possiede il collaudo statico, mentre la media nazionale è del 68%. E non è finita: in Liguria, una su due non ha le scale a norma per i disabili, una su tre non ha bagni accessibili e le rampe per l’accesso. Questa è la fotografia delle scuole liguri, e non l’ho scattata io, ma i dati del ministero». E Natale ricorda che sono 160mila i ragazzi, in Liguria, «che passano duecento giorni l’anno in edifici poco accoglienti e in, misura diversa, fatiscenti». Il segretario ligure del Pd richiama l’attenzione della giunta regionale proprio alle piazze piene di studenti, e alle richieste di risposte concrete che levano proprio verso le istituzioni: «Ce lo stanno chiedendo migliaia di giovani, insieme a docenti e famiglie, anche per le strade delle nostre città. Servono risposte, non tagli».



