Da il secolo xix
Il consigliere Pd Natale sulle lista di attesa “Sono infinite”
Tre episodi diversi, ma accomunati dallo stesso denominatore:
le difficoltà quotidiane della sanità spezzina e ligure, che continuano a emergere attraverso le esperienze dirette raccontate dai cittadini.
Liste d’attesa che si allungano oltre ogni ragionevolezza, servizi riorganizzati che finiscono per complicare la vita ai cittadini, personale chiamato a tamponare carenze strutturali sempre più evidenti. È partendo da questi casi concreti che il consigliere regionale e segretario ligure del Partito Democratico, Davide Natale, accende i riflettori sullo stato della sanità spezzina, portando ad esempio alcune criticità che, a suo giudizio, non possono più essere liquidate come episodi isolati, ma rappresentano segnali di un disagio diffuso.
«Il personale dell’Asl 5 continua a essere lasciato solo nel tentativo di dare risposte alla richiesta di sanità che giustamente arriva dalla cittadinanza-ha dichiarato Natale-. Ci sono stati presentati tre casi emblematici dello stato del servizio all’alba del 2026 e dopo undici anni di governo regionale del centrodestra. Intanto c’è il problema delle liste d’attesa, mai risolto nonostante gli annunci.
Provano a mascherare i ritardi non pubblicando più i dati divisi per Asl (grazie alla destra non esistono più) o li aggregano per territorio come se per un cittadino andare a Sestri Levante o Arenzano rappresenta la stessa cosa».
Natale entra poi nel dettaglio delle segnalazioni arrivate dai cittadini, che restituiscono l’immagine di un sistema spesso percepito come distante e poco accessibile, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni di base: «Si sono rivolti a noi un paziente con problemi di udito che, per un esame di audiometria tonale e impedenzometria, si è visto programmare al 24 maggio 2027. A una mamma con due bimbe in attesa di visita oculistica è stato invece risposto che sarà chiamata quando si libererà un posto in lista di attesa».
Un terzo episodio riguarda invece l’organizzazione dei servizi diagnostici sul territorio provinciale, con disagi che si riflettono direttamente sulla quotidianità dei pazienti: «Infine c’è il caso di un esame citologico delle urine da svolgersi con tre campioni da consegnarsi in tre giorni consecutivi, ma in sedi diverse della provincia. Un assurdo tour fuori programma con le proprie urine al seguito -attacca Natale -. Prima del Covid non funzionava così, la ricezione dei campioni avveniva al Sant’Andrea». Su quest’ultimo aspetto il consigliere regionale dem ha annunciato la presentazione di un interrogazione in consiglio regionale, collegando il caso a un quadro più ampio di scelte politiche e organizzative.
«Ancora una volta a medici, infermieri e Oss spetta l’ingrato compito di essere i signori Malaussène, i capri espiatori oramai di professione, di carenze che discendono da monte, ovvero da una politica che ha abbandonato a sanità pubblica da oltre un decennio – osserva il segretario regionale del Pd -. Mancano investimenti sul personale, che è costretto a fare i salti mortali, ma di certo non può fare miracoli. Con la nuova organizzazione ci avviamo inoltre a una gestione centralizzata degli investimenti su strutture, attrezzature e risorse umane che allontana ancora di più la sanità dai territori quando servirebbe da subito maggiore personale a disposizione dei primari per fare fronte alle esigenze dei cittadini».





