“Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha dato un segnale chiaro alla politica: quando in gioco non ci sono gli interessi di una parte, ma quelli di un’intera comunità non ci si deve dividere. Il voto unanime su una mozione del PD e un emendamento bipartisan per difendere la portualità regionale rappresenta un fatto politico di grande rilievo. Un segnale ancora più significativo se si considera che il presidente di quella Regione, Massimiliano Fedriga, appartiene alla stessa forza politica del ministro e del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ed Edoardo Rixi” evitando che Porti d’Italia spa acquisisca competenze attualmente in capo alle Autorità di sistema portuale, salvaguardando le loro esigenze di agibilità operativa e gestionale”.
“C’è un punto chiaro che avevamo già indicato nella nostra proposta in Consiglio regionale e che il Friuli condivide: le Autorità di sistema portuale non possono essere ridotte a semplici passacarte o a enti chiamati a gestire esclusivamente l’ordinaria amministrazione dei porti. Il progetto “Porti d’Italia”, così come è stato impostato, rischia di drenare risorse e personale alle Autorità di sistema, svuotandole di funzioni e centralizzando altrove i luoghi decisionali. Auspichiamo che, nel momento in cui il presidente Fedriga porterà questo tema all’interno della Conferenza Stato-Regioni, il presidente Marco Bucci possa finalmente ripensare la posizione assunta dalla Giunta ligure, finora schierata in una difesa acritica della riforma di Rixi, e decida invece di tutelare gli interessi della comunità ligure: lavoratori, imprese e cittadini che vivono e lavorano attorno al porto”.
“Il Consiglio del Friuli Venezia Giulia ha dimostrato che, quando si governa con responsabilità, le logiche di partito si fermano davanti agli interessi dei territori. In Liguria, al contrario, la maggioranza di destra ha scelto di abdicare al proprio ruolo, piegandosi alle decisioni del Governo e mettendo in difficoltà l’intero sistema portuale regionale”.



