“Il sindaco Pierluigi Peracchini ancora una volta preferisce la tecnica dello struzzo, a differenza di 56 sindaci liguri che hanno vergato una lettera per dire che il piano sociosanitario pensato dalla giunta Bucci non va bene per i loro territori. Tra questi primi cittadini, lo sottolineo, ve ne sono molti di centrodestra che mettono il bene dei propri cittadini davanti alle convenienze di coalizione. Ieri alla conferenza dei sindaci di Anci Liguria la città ha perso un’altra occasione.
Peracchini ‘lo spettatore’ avrebbe dovuto essere alla testa dei Comuni che chiedono un’inversione di rotta di fronte a un piano che penalizza le periferie e accentra tutto su Genova . Perché quattro spezzini su dieci si ricoverano fuori dal perimetro dell’ex Asl 5 e uno su quattro direttamente fuori regione. Perché nella nostra provincia si registrano 1.426 prestazioni fuori regione di media calcolate ogni 1.000 abitanti, a fronte di 652 a Imperia e di 661 nel Tigullio.
Il piano così come pensato non prevede nessun investimento per contrastare un fenomeno che peggiora ogni anno e anzi, nel decidere dove dislocare i futuri centri regionali di oncologia, viene ignorata la Spezia, la seconda città per abitanti della Liguria. Le future aree vaste diluiscono il potere decisionale dei piccoli Comuni, di cui è composta la nostra provincia, con aumento dei costi per i cittadini. Non si può essere sia a favore che contro, non si può neanche sempre aspettare che siano gli altri a farsi avanti e non si può lasciare, da presidente della Provincia, soli quei sindaci che meritoriamente portano avanti una battaglia a difesa dei cittadini. La politica è responsabilità e accettare anche di prendere posizioni scomode per sé, ma necessarie per il bene collettivo”.




