Contratto e concessioni: i dubbi della Uil e di Assiterminal
DA il Secolo xix
GENOVA
Si alza la tensione sulla riforma dei porti: il Pd, attraverso il segretario ligure Davide Natale e il responsabile ligure per l’Economia, Matteo Bianchi, spronano il presidente della Regione, Marco Bucci, a presentare soluzioni emendative «al nuovo meccanismo centralizzato, con una riduzione di circa 5 milioni di euro» per l’Autorità di sistema portuale della Spezia e Marina di Carrara «e di circa 20,8 milioni di euro per quella» di Genova e Savona. «Risorse oggi destinate a manutenzioni, dragaggi, sicurezza, infrastrutture e sviluppo dei nostri scali». A metà settimana infatti ci sarà il confronto sulla riforma in Conferenza Stato-Regioni: «Altre Regioni – dicono Natale e Bianchi – stanno difendendo con determinazione i propri territori: è doveroso sapere se la Liguria stia facendo altrettanto» specie, fanno notare i due esponenti del Pd, quando «il dossier porti è seguito da un viceministro ligure ed e affidata, alla Camera dei deputati, a una relatrice ligure. Sarebbe paradossale che proprio la Liguria, cuore della portualità italiana, finisse con l’essere il territorio più penalizzato dal nuovo sistema. La Regione non può limitarsi ad assistere passivamente». E dopo che la stessa Regione, fa notare Natale, si è vista bocciare dal ministero la richiesta di un ruolo più incisivo di questi enti nella definizione dell’Accordo di Programma, lo strumento che nel quadro della nuova legge deve definire gli investimenti nei porti». Incalzato da Natale su un confronto pubblico su Primocanale, il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi ha detto di non aver «alcun problema a discutere nel merito. Non mi sottraggo al dibattito: scelgano loro luogo, data e formato». Natale ha accettato, premettendo che secondo il Pd la riforma va però ritirata. Nel frattempo crescono i distinguo sulle funzioni della PortiSpA: dei giorni scorsi l’appello della Uiltrasporti, col segretario generale Marco Verzari e quello nazionale Roberto Gulli, che hanno chiesto garanzie sulla natura pubblica di questa entità, oltre alla «piena tutela dei lavoratori delle Adsp; la salvaguardia integrale del trattamento economico e normativo, compresa la contrattazione di secondo livello; il riconoscimento esplicito del contratto nazionale Porti come riferimento per tutte le attività svolte dalla nuova società; il mantenimento di adeguate risorse finanziarie per le Adsp». E nel proprio position paper, Assiterminal ha evidenziato come rispetto alla nuova entità «sarebbe utile intervenire per assicurare una più netta distinzione tra le funzioni di indirizzo e pianificazione strategica e quelle di gestione operativa, nel rispetto del principio di separazione tra l’esercizio delle funzioni pubbliche e lo svolgimento di attività economiche». Timori anche sulle concessioni, la cui competenza già oggi è a cavallo tra ministero e Autorità del Trasporti. Per questo «ci sembra un po’ forzata l’ipotesi dell’affidamento congiunto fra Adsp e Porti SpA dele concessioni portuali».
A. QUA.




