“Non si era mai visto un viceministro scendere a un livello così basso. Gli do un consiglio: parli del merito della riforma ed eviti di abbassare il confronto politico a toni da bar sport”.
“Sono un lavoratore portuale e colgo l’occasione per salutare tutti i miei colleghi, rassicurandoli sul fatto che il nostro impegno per fermare una riforma che rischia di danneggiare il loro lavoro e il futuro dei porti liguri continuerà anche nelle prossime settimane. Il mio master in diritto portuale e della logistica mi fornisce gli strumenti per valutare con cognizione di causa la proposta di riforma voluta da Rixi e Salvini. È una riforma che sottrae alle Autorità di sistema portuale risorse fondamentali per gli investimenti, ne riduce la capacità di pianificazione e, soprattutto, istituisce l’ennesimo carrozzone burocratico, utile forse a creare nuove poltrone ma certamente dannoso per l’efficienza del sistema portuale italiano”, sottolinea Natale.
“Non sono azionista di alcun gruppo armatoriale, né un dirigente apicale. Sono orgogliosamente un lavoratore portuale e orgogliosamente segretario del Partito Democratico della Liguria, con la piena consapevolezza che questa riforma potrebbe compromettere il futuro di uno dei settori più importanti per l’economia della nostra regione. Noi continuiamo ad auspicare un confronto vero con la Lega. Lo abbiamo chiesto più volte anche in Consiglio regionale, ricevendo nella migliore delle ipotesi risposte elusive e, troppo spesso, trovando solo muri. Se il viceministro Rixi vuole discutere nel merito della riforma, noi siamo pronti in qualsiasi momento. Ma il confronto deve partire da un presupposto chiaro: questa proposta va ritirata. È una riforma che non serve ai porti, non serve ai lavoratori, non serve ai territori. E infatti non la vuole nessuno”.



