“Quella andata in scena oggi nel Consiglio delle Autonomie Locali è l’ennesima forzatura da parte di Bucci che mette il bavaglio ai sindaci facendo approvare, all’interno delle modifiche alla legge regionale per il riordino del servizio sanitario, una norma che limita la capacità degli amministratori locali di poter incidere in aspetti di vitale importanza nell’organizzazione dei servizi sociosanitari. In un colpo solo riesce anche a depotenziare i sindaci del centro destra: Oliveri presidente del Cal e Peracchini e Scajola rispettivamente presidente e vicepresidenti di Anci che sono stati ridotti al mero ruolo di passacarte.
Nonostante le richieste avanzate da numerosi amministratori locali, la maggioranza ha scelto di procedere senza ascoltare chi ogni giorno è chiamato a confrontarsi direttamente con i bisogni delle comunità. Noi crediamo che per garantire servizi migliori ai cittadini sia indispensabile costruire una reale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. I sindaci rappresentano il primo presidio democratico sui territori e devono poter svolgere un ruolo nei processi decisionali. Il voto espresso oggi dal Cal ha evidenziato una spaccatura all’interno dello stesso Consiglio delle Autonomie Locali che non va nell’interesse dei cittadini. Ancora una volta Bucci e la destra che lo sostiene hanno voluto trasformare gli organismi di rappresentanza delle autonomie locali in meri esecutori delle decisioni già assunte dalla Regione, anziché luoghi di confronto e partecipazione. I sindaci che hanno votato contro questa ennesima forzatura lo hanno fatto esclusivamente nell’interesse delle comunità che amministrano, rivendicando il diritto di essere veri portavoce dei bisogni dei territori all’interno della Conferenza dei sindaci e di poter esercitare un ruolo concreto nelle scelte che incidono sulla qualità dei servizi sociosanitari. Assistiamo ancora una volta a una destra centralista che cala le proprie decisioni dall’alto, rifugge il confronto e mette in secondo piano il ruolo dei territori e dei sindaci. Un metodo, per noi, inaccettabile”.

Pronto soccorso: “La risposta non è l’esercito. Bucci e la sua Giunta si assumono la responsabilità di far funzionare la sanità”
“Di fronte all’ennesima aggressione nei


