Comuni montani: “La destra respinge il nostro emendamento da 1 milione di euro e volta le spalle all’entroterra a cui lascia solo le briciole”


“La maggioranza ha bocciato il nostro emendamento che stanziava 1 milione di euro del bilancio regionale a sostegno dei Comuni montani e dell’entroterra. Una scelta grave che dimostra, ancora una volta, come alle parole non seguano i fatti. In questi mesi abbiamo raccolto le richieste di tanti sindaci che chiedono risorse per garantire servizi essenziali ai cittadini e per contrastare lo spopolamento. Avevamo individuato le coperture nel bilancio regionale e presentato una proposta concreta, ma il centrodestra ha preferito respingerla, chiedendoci di modificarla. Abbiamo ottenuto di non escludere dalla ripartizione del Fondo nazionale per la montagna quei Comuni che rischiavano di perderne i benefici dopo la revisione dell’elenco dei Comuni montani. È un risultato, ma rappresenta soltanto una misura tampone. Volevamo risorse regionali al fianco di quelle nazionali. Bastano quattro incarichi in meno e due commissari non nominati per fare quel milione di euro che servono ai territori dell’entroterra. Quanto ottenuto non basta a risolvere le difficoltà strutturali che vivono i territori dell’entroterra ma rappresenta un punto politico di presa in carico del problema. La differenza tra noi e il centrodestra è evidente: noi proponiamo politiche concrete e troviamo le risorse per finanziarle, loro continuano ad annunciare interventi a favore della montagna salvo poi, quando c’è da votare, tirarsi indietro. L’entroterra, i Comuni montani e i piccoli centri rappresentano la spina dorsale della Liguria. Meritano investimenti, servizi e una strategia di rilancio, non slogan. Per questo la nostra iniziativa non si fermerà con il voto sul bilancio. Nelle prossime settimane avvieremo un percorso di confronto nei territori, insieme ai sindaci e alle comunità locali, per costruire proposte che rimettano davvero al centro l’entroterra ligure e il suo futuro. La Regione si dovrebbe costituire al fianco dei comuni per chiedere la modifica della norma Calderoli che ridisegna i comuni montani”.

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