“Domani assisteremo all’ennesima conferenza stampa per presentare il progetto esecutivo della base dell’elisoccorso di Luni. Un’opera che avrebbe dovuto essere completata e operativa già da anni e che, invece, nel 2026 è ancora ferma ai progetti. Nel frattempo si taglia l’erba per rendere il sito più presentabile, ma della piazzola e dell’attivazione del servizio non c’è ancora traccia. È l’ennesimo esercizio di propaganda su un’infrastruttura che avrebbe dovuto garantire ai cittadini un diritto fondamentale: quello di essere soccorsi nei tempi necessari e invece ancora nulla”.
“L’ultima risposta ricevuta dalla Giunta a una nostra interrogazione indicava il 30 settembre come termine entro il quale il primo elicottero avrebbe dovuto alzarsi in volo. Prima ancora erano state indicate altre scadenze, tutte puntualmente disattese. Il primo decollo era stato annunciato per il 2022, oggi siamo nel 2026 e si presenta ancora un progetto esecutivo. A questo punto servirebbe meno comunicazione e più lavoro. Dopo anni di ritardi sarebbe opportuno volare basso, evitare i tagli del nastro e concentrarsi finalmente sulla realizzazione dell’opera. Questi ritardi hanno conseguenze concrete sulla vita delle persone. In questi giorni siamo venuti a conoscenza di un caso in cui un paziente che necessitava di un trasferimento urgente a Genova con l’elicottero si è visto negare questa possibilità perché il trasporto è stato ritenuto non competitivo rispetto all’ambulanza. Una scelta difficile da comprendere se si considera che l’autostrada tra La Spezia e Genova è interessata da cantieri, scambi di carreggiata e, in alcune fasce orarie, anche da chiusure che allungano sensibilmente i tempi di percorrenza. Questo significa che, per alcune patologie tempo-dipendenti, un cittadino del Levante ligure può avere possibilità di cura inferiori rispetto a chi vive in altre parti della Liguria. A tutto questo si aggiungono altre gravi criticità che la Regione continua a ignorare. Non è ancora stata attivata una convenzione stabile con l’ospedale di Massa, nonostante gli accordi tra Liguria e Toscana, per consentire ai pazienti spezzini di essere trasferiti nella struttura più vicina quando necessario. Oggi tutto dipende ancora dalle singole valutazioni e non da un percorso certo e garantito per tutti”.
“C’è poi un ulteriore problema che riguarda la digitalizzazione della sanità. Ancora oggi non è possibile condividere con il Policlinico San Martino le immagini di una angio-TC body, mentre è attiva soltanto la condivisione degli esami di neuroradiologia. È inaccettabile che, nel 2026, strumenti fondamentali per accelerare diagnosi e decisioni terapeutiche non siano ancora disponibili per tutte le specialità. La Regione dimostra di saper organizzare conferenze stampa, ma molto meno di garantire servizi efficienti. I cittadini della Spezia e del Levante ligure non hanno bisogno di nuovi annunci: hanno bisogno di un elisoccorso operativo, di percorsi sanitari certi e di una rete realmente in grado di garantire gli stessi diritti e le stesse possibilità di cura a tutti i liguri”.



