“Nessun trionfalismo dai dati di Gimbe: in Liguria lo scorso anno 150mila liguri hanno rinunciato a curarsi. Dopo 11 anni di governo della destra la sanità ligure è il fanalino di coda delle regioni del nord”

“Il rapporto Gimbe va letto da tutte le sue prospettive, non soltanto attraverso i numeri che fanno comodo alla Regione. La narrazione trionfalistica di Bucci e Nicolò si scontra con una realtà che continua a essere molto preoccupante: 150mila liguri hanno rinunciato a curarsi, perché non potevano permettersi di rivolgersi alla sanità privata o perché non sono riusciti ad accedere alle prestazioni nei tempi necessari. E non è l’unico elemento che la Regione sembra dimenticare. Nella valutazione della rete ospedaliera la Liguria è scesa all’ultimo posto tra le regioni del Nord, collocandosi al quattordicesimo posto complessivo, mentre nel 2024 era undicesima. In un solo anno abbiamo perso tre posizioni. A questo si aggiunge una mobilità sanitaria con un saldo negativo che vale oltre 75 milioni di euro: cittadini liguri che escono dalla nostra regione per trovare altrove le cure che non riescono a ottenere qui. Sono dati che raccontano una sanità che non garantisce a tutti il diritto alla cura. Sempre più cittadini si trovano davanti a liste d’attesa, servizi insufficienti e alla necessità di mettere mano al portafoglio per curarsi. E quella sanitaria è una delle tasse più ingiuste che una persona possa essere costretta a pagare perché non si basa sulle capacità di reddito ma sulla necessità di cura. Dopo undici anni di governo della destra questa è la fotografia che emerge dal rapporto Gimbe. Bucci e Nicolò, invece di festeggiare, dovrebbero chiedere scusa ai liguri che hanno rinunciato a curarsi e a quelli che per curarsi sono costretti a pagare di tasca propria. Basta proclami e propaganda ma si lavori per il futuro dei liguri”.

Condividi l'articolo: