“Pronto soccorso al collasso: fallimento della destra e risposte ancora inadeguate dell’assessore Nicolò”

Ancora un fallimento per la sanità ligure. L’iper-afflusso nei pronto soccorso conferma l’incapacità della destra di affrontare le difficoltà di un sistema sanitario in affanno.

«L’iper-afflusso registrato in questi giorni nei pronto soccorso conferma l’incapacità della destra di affrontare le difficoltà di un sistema in evidente affanno, che oggi si regge esclusivamente sulle forze del personale sanitario e di tutti coloro che operano nel sistema di emergenza-urgenza, compresi i volontari delle pubbliche assistenze e i comitati della Croce Rossa. L’assessore Nicolò, ancora una volta, risponde in modo inadeguato e approssimativo alle richieste e ai bisogni dei cittadini. Dopo le dichiarazioni maldestre e inopportune sui poli di guardia medica totalmente sguarniti a Capodanno — dichiarazioni nelle quali aveva tentato di scaricare la responsabilità sui medici, venendo poi prontamente smentito — oggi, di fronte ai pronto soccorso in affanno, si limita a dire ai cittadini di arrangiarsi e di rivolgersi alle Case di comunità. Ma dove questi presidi sanitari non sono ancora operativi, sono in ritardo o non sono previsti, cosa dovrebbero fare i cittadini? Non è dato saperlo. Da mesi Bucci e la sua giunta parlano di piani per contenere gli accessi ai pronto soccorso, di potenziamento della sanità territoriale e di strategie efficaci: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con ore di attesa in barella e pronto soccorso al collasso. A questo si aggiunge la totale mancanza di chiarezza sui vertici della sanità regionale, che contribuisce ad aumentare il caos generato da questa destra. A chi devono rivolgersi i responsabili dei presidi ospedalieri per le segnalazioni e la gestione delle criticità? Ai nuovi vertici della direzione sanitaria dell’azienda unica regionale, frutto della riforma voluta e approvata dalla destra, oppure alla vecchia dirigenza delle Asl, che però non ha più competenze? Ancora una volta la coppia Bucci–Nicolò non è in grado di fornire risposte concrete. A pagarne le conseguenze sono, come sempre, i cittadini e il personale sanitario»

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