“La barriera che di fatto chiude lo specchio d’acqua dinanzi a Marola è diventata un’amara realtà. Uno schiaffo a qualsiasi idea di rilancio di una prospettiva di ripresa di un rapporto con il mare del borgo e allo stesso tempo un segnale di assenza di un rapporto con la Difesa e la Marina Militare in particolare da parte delle Istituzioni che guardano in silenzio il progredire degli eventi senza approcciare nessuna azione. Sta cambiando, nei fatti, la natura e l’impatto della presenza militare nel nostro golfo sopra la testa degli spezzini. Questo atteggiamento è la conseguenza di una mancanza assoluta di iniziativa politica-istituzionale da parte dell’attuale Amministrazione Comunale che non ha posto al centro della propria attività la costruzione di un confronto con il Ministero della Difesa per concertare possibili e auspicate rimodulazione della presenza militare nel nostro golfo”.
“È indubbio che la mancanza del tavolo di confronto ministeriale impedisca anche di sviluppare discussioni sull’utilizzo di infrastrutture che oggi sono solo parzialmente, in alcuni casi per nulla, utilizzate da attività militari. Nei mesi scorsi, durante un’iniziativa di campagna elettorale a Taranto, fu lo stesso Ministro Crosetto a dichiarare che le aree non utilizzate da parte della Difesa devono ritornare all’utilizzo civile. Partendo da questo punto chiediamo che sia aperto un confronto con il ministero e con i vertici militari. Anche la Giunta regionale deve recitare un ruolo centrale perché questa discussione riguarda tutti gli enti e ha una valenza che non è limitata ai confini della provincia spezzina”.



