Italiani nel mondo 2025
“I dati del Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes descrivono una realtà impietosa e certificano il fallimento della narrazione di Bucci. La Liguria continua a perdere cittadini, competenze, giovani famiglie e professionalità che scelgono di andare altrove per costruirsi un futuro migliore. I numeri parlano chiaro: il 12,8% dei cittadini residenti all’estero proviene dalla nostra regione. Un dato quasi doppio rispetto alla Toscana, ferma al 6,5%, all’Emilia-Romagna al 6,22% e alla Lombardia al 6,9%, oltre che nettamente superiore al Piemonte con l’8,5%. Nonostante la nostra regione abbia enormi potenzialità: una posizione geografica strategica, un patrimonio ambientale e paesaggistico unico, una naturale vocazione logistica e portuale e importanti realtà produttive nella manifattura e nella nautica di primo livello, non riesce a trattenere i suoi profili migliori, perché questa destra non è in grado di attuare politiche adeguate su lavoro, welfare, formazione, ricerca, occupazione di qualità. Come sottolinea la Uil Liguria e gli stessi risultati del rapporto Migrantes, sempre più persone lasciano la nostra regione alla ricerca di una migliore qualità della vita, di servizi adeguati, di un welfare più forte, di opportunità professionali coerenti con il proprio percorso formativo e personale. Non solo giovani laureati e ricercatori, ma anche operai specializzati, professionisti e famiglie con figli. È un’emorragia che dovrebbe interrogare profondamente Bucci e la sua giunta”. “Il problema oltre che economico è anche sociale, culturale e politico. Servono misure nuove e più efficaci: investimenti su formazione, ricerca e innovazione, lavoro stabile e di qualità, servizi sociali e sanitari più forti, sostegno alle giovani famiglie, politiche abitative e una vera strategia per rendere la Liguria competitiva. Servono misure per il rientro di chi espatria. Da parte di questa destra, invece, assistiamo al continuo tentativo di minimizzare la situazione, invece di affrontare la realtà e fermare questa emorragia di competenze che sono il futuro della Regione”.



