“Le dichiarazioni del direttore di ATS Liguria, Pierluigi Vinai, nei confronti degli ex primari del San Paolo sono vergognose. Il presidente Marco Bucci, l’assessore Massimo Niccolò, il direttore generale di Ats Marco Damonte Prioli e il presidente di Anci Liguria Pierluigi Peracchini prendano le distanze da Vinai e dal modo barbaro di gestire il suo ruolo. Il direttore socio-sanitario – e direttore in aspettativa da Anci Liguria – non può permettersi di rivolgersi con quel tono e con quelle parole a nessun cittadino che manifesta preoccupazione per fatti che accadono nella propria comunità. Parole violente, offensive e irrispettose che infangano le Istituzioni che quel dirigente rappresenta. Chiediamo da subito le scuse formali e la condanna da parte di Bucci e una presa di distanza da comportamenti simili che dai tempi dei signorotti medievali non si sentivano più. Vinai non può rappresentare nulla, crea disonore alla Liguria. Liquidare professionisti stimati, che hanno dedicato anni della propria vita alla sanità pubblica e alla cura dei cittadini savonesi e liguri, con una battuta sul ‘governo della sedia’ è un’offesa alla loro storia, alla loro professionalità e al ruolo che hanno svolto. Se un intero territorio solleva preoccupazioni sul futuro del proprio ospedale, la risposta non può essere l’insulto a chi quelle preoccupazioni le esprime”.
“La Giunta Bucci e il centrodestra tendono a trattare chiunque metta in discussione le loro scelte come un avversario da delegittimare, anziché come un interlocutore con cui confrontarsi. Se condanniamo da sempre l’incapacità di confrontarsi di questa destra e le offese gratuite che ha sempre rivolto a chi contrappone idee diverse a maggior ragione respingiamo con forza atteggiamenti violenti e denigratori nei confronti di chi interviene, forti delle proprie esperienze e conoscenze, nel dibattito pubblico per difendere la sanità pubblica e i cittadini. Le preoccupazioni per il San Paolo sono espresse da un territorio che si è mobilitato più volte e che ha visto anche esponenti del centrodestra sostenere, con un ordine del giorno in Comune a Savona, la necessità di tutelare l’ospedale. Quando sensibilità diverse, amministratori, medici ed ex primari segnalano lo stesso problema, chi governa dovrebbe chiedersi perché. Le criticità sul Piano organizzativo aziendale, a partire dalla scelta del primariato unico per alcune strutture complesse, meritano risposte puntuali, non battute offensive. Il rischio è che il Savonese venga progressivamente penalizzato rispetto all’area genovese e che i cittadini si sentano sempre più cittadini di serie B. Questo è il problema che la Regione e ATS devono affrontare”.



