da LA NAZIONE
DEL 1-4-2026
Bocciato l’ordine del giorno che chiedeva di seguire il modello applicato a Brindisi e Civitavecchia In quesi casi Governo, Province e Comuni (di colori politici diversi) si sono uniti per l’interesse generale
SPEZIA
E’ stato bocciato l’ordine del giorno presentato in consiglio regionale dal segretario ligure e consigliere Pd, Davide Natale, sul destino dell’ex centrale Enel della Spezia. Nel testo si chiedeva che anche per Spezia venisse adottato un modello analogo a quello applicato ai casi di Brindisi e Civitavecchia dove Governo, Province e Comuni, di colori politici diversi, oltre a tutti i soggetti interessati, sono stati capaci di mettersi insieme mossi da un unico interesse generale. Ma alla Spezia la proposta dem si è infranta contro un muro di no.
«In merito alla centrale Enel, abbiamo avuto la conferma che la Regione amministrata dalla destra ha deciso di lavarsene totalmente le mani. Non è di suo interesse. Nemmeno proporre ciò che ha fatto il centrodestra della Meloni in altre realtà ha scosso chi, purtroppo, governa la Liguria. Sulla riconversione industriale di un’area che determinerà il volto della città per decenni, si è deciso alzare le mani in maniera volontaria, abdicando a qualsiasi reale ruolo di incidere sul futuro di intere generazioni» commenta Natale che, poi, aggiunge: «Si è respinta l’idea di lavorare assieme a ogni livello per ottenere lo stesso tipo di interesse, sia in termini di interlocuzioni che di fondi. A Civitavecchia e Brindisi, Regioni e amministrazioni comunali di colori politici diversi hanno deciso di fare un percorso comune. Qui abbiamo trovato un muro di fronte a un processo che poteva essere proposto anche per la nostra provincia. Ho ricordato che nel 2025 sono stati destinati 100 milioni di euro per Civita-vecchia, più 20 milioni di fondi europei, trovando il supporto di Invitalia per vagliare le proposte di riconversione industriale pervenute. Niente da fare, la giunta Bucci ha fatto spallucce con il supporto, triste a dirsi, anche dei consiglieri regionali spezzini della maggioranza. Dritti per la loro strada, sordi alle necessità del territorio».
Un esito che, secondo Natale, rischia di «far perdere finanziamenti utili al rilancio dell’economia e di precludersi tante opportunità». In questo modo «la destra mette una pesantissima ipoteca su quell’area con il proprio immobilismo, nonostante la centrale Montale sia davvero dismessa, peraltro da un governo di centrosinistra, e parzialmente smantellata«. Una importante differenza rispetto alla riconversione delle centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, messa in stand by dal possibile ritorno al carbone ventilato di recente dal Governo, per le quali comunque si è fatto molto: istituiti due tavoli alla presenza del ministero dell’Industria, della transizione energetica e della presidenza del consiglio attraverso il dipartimento della coesione territoriale oltre alle Regioni, le amministrazioni locali, categorie industriali e sindacati, create norme dedicate, individuati finanziamenti per la riconversione ambientale e industriale e nominati due commissari che seguono le procedure. «A maggior ragione – conclude Natale – quanto disegnato per quelle città può essere applicato realmente qui, intercettando le stesse risorse per la riconversione industriale, la transizione energetica e la riambientalizzazione di un sito su cui ha insistito un polo inquinante. Non molleremo la presa».
Ilaria Vallerini




